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TERREMOTO: TERZONI (M5S): ECONOMIA APPENNINICA DISASTRATA, SI RISCHIA ESODO. URGONO INTERVENTI MIRATI

Ci riempie il cuore in questi giorni vedere molti abitanti disastrati dal sisma fermi nell’ostinazione di voler rimanere nei paraggi delle loro case distrutte. Nelle prossime ore però sull’Appennino umbro-marchigiano è prevista un’ondata di maltempo, e anche i più ostinati saranno costretti ad allontanarsi dai propri paesi. Come M5S chiederemo al governo di slegare molti legacci burocratici e di sveltire l’iter per arrivare prima possibile a situazioni abitative provvisorie: l’area interessata è seriamente a rischio desertificazione e un eventuale esodo ne decreterebbe la morte definitiva.

E’ quanto afferma, in una nota, la portavoce del Movimento 5 Stelle presso la Camera dei Deputati On. Patrizia Terzoni.

“Il dramma logistico – sottolinea - fa il paio con quello economico: secondo le prime stime, sono migliaia le attività colpite e oltre un terzo di esse fanno parte del settore agricolo. Dopo il sisma di agosto che ha colpito Arquata del Tronto e Amatrice ci siamo sfiatati per chiedere interventi rapidi, strutture di ricovero per gli animali, sale provvisorie per la mungitura e sostegni concreti al fine di far ripartire almeno in parte le attività produttive. Stavolta il disastro è di proporzioni ancora maggiori dal punto di vista economico e perdere troppo tempo non si può. Non va inoltre dimenticato che molti dei comuni colpiti vivono di turismo, estivo e soprattutto invernale, e le immagini degli hotel sventrati a Frontignano di Ussita, a Castelsantangelo sul Nera e a Bolognola lasciano presagire un’autentica ecatombe finanziaria per le attività strettamente connesse con i numerosi impianti a fune presenti sui monti Sibillini. Tutti questi aspetti andranno studiati con attenzione, così come quelli legati alle tante realtà commerciali, artigianali e dei servizi che ora si trovano impossibilitate ad andare avanti. Il primo step per ridare normalità a questa gente, che sa già che non tornerà a breve nella propria casa, è ridargli almeno in parte il proprio lavoro. Urgono interventi decisi e mirati”.
MACERATA: ADDIO A BARBARA POJAGHI

A 67 anni, ci ha lasciato Barbara Pojaghi. Insegnante di psicologia sociale all'Università di Macerata, ex assessora e presidente del consiglio comunale della città. Nonostante una lunga lotta con una malattia, non si è mai allontanata dalla politica e dall'insegnamento.

Difficile trovare parole migliori di quanto scritto nel ricordo della collega Paola Nicolini: "Se c’è una persona che lascerà una traccia indelebile di sé tra quanti l’hanno conosciuta, familiari, parenti, amici, studenti, colleghi, militanti della politica, è Barbara Pojaghi. Una donna energica e piena di iniziative, con la comunità sempre all’orizzonte dei suoi pensieri e dei suoi progetti, nella vita quotidiana come nella ricerca. Attualmente docente di Psicologia Sociale all’università di Macerata, la sua vita professionale si è snodata lungo diversi anni di attiva presenza, percorrendo la carriera accademica in tutti i ruoli che essa prevede, occupando spesso ruoli di coordinamento e di direzione. Ha formato numerose coorti di studenti, imprimendo una passione e una capacità di lettura del reale attraverso le cornici teoriche, che rendevano uniche e speciali le sue lezioni, seguite da numerosi studenti a cui dava sempre il permesso di interagire, di obiettare, di replicare, convinta nel potere di costruire insieme la conoscenza. Nel ruolo di esperta si è dedicata molto anche alla formazione degli adulti, portando nella interazione con i partecipanti ai corsi un grande rispetto per le idee, le esperienze, le competenze, le storie di vita personali, anche qui nella convinzione, profonda e radicata, che il confronto fosse lo strumento migliore per il cambiamento."


TERREMOTO: LO SFOGO DEL SINDACO DI SAN SEVERINO. VOGLIONO VEDERE LA CITTA' RASA AL SUOLO PER MANDARCI GLI AIUTI
“La città sta cadendo e nessuno interviene, le istituzioni ci chiamano in continuazione per sapere qual è la situazione. Continuiamo a fornire numeri su numeri, schede su schede. Ma che se ne fanno di tutta questa carta? Ma che stanno aspettando? E, soprattutto, quanto ancora dobbiamo aspettare? Vogliono vedere la nostra città rasa al suolo e con le macerie ovunque?”.

Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, il giorno dopo la visita del commissario straordinario del Governo per la ricostruzione, Vasco Errani, e del capo della Protezione Civile nazionale, Fabrizio Curcio, è ancora un fiume in piena.

“Ho già detto queste cose a Errani e Curcio, alla presenza anche del governatore Ceriscioli, ma stamattina c’è stata un’altra forte scossa che ha peggiorato tutto il quadro. Ogni ora contiamo e ricontiamo i danni. E a ogni verifica aumenta il numero delle case che siamo costretti a dichiarare inagibili. Ci sono cinque zone rosse in città, sono centinaia gli immobili distrutti dalle scosse. Abbiamo bisogno di tutto. Servono uomini della Protezione Civile, dei vigili del fuoco e, soprattutto, serve un coordinatore che abbia l’esperienza per affrontare l’emergenza e, successivamente, la ricostruzione. Questo è un lavoro che non può fare un sindaco anche se, da primo cittadino, sono il responsabile della Protezione Civile. Solo questa mattina, in un paio d’ore, ho firmato più di cento ordinanze di sgombero. Alcune le ho scritte anche a mano, direttamente in strada. Stiamo facendo tutto da soli, prendendo decisioni in autonomia. E’ come vivere isolati da tutto e da tutti. Nel bilancio del Comune sono disponibili solo i soldi del mio stipendio, a cui ho rinunciato praticamente all’indomani della mia elezione. I Comuni, come il nostro, hanno bisogno di fondi per questa emergenza ma di fondi subito perché non possono permettersi di anticipare nulla. Abbiamo cinquantaquattro fra frazioni e locali, un territorio di oltre 195 chilometri quadrati di territorio e anche quando non siamo in emergenza facciamo fatica ad arrivare ovunque. Il terremoto – conclude il suo sfogo il sindaco Piermattei – peggiora le cose, non le migliora”.
TERREMOTO, VISITA A SORPRESA DEL VESCOVO DI CREMONA, MONSIGNOR NAPOLIONI, AL CENTRO DI ACCOGLIENZA ALLESTITO AL PALASPORT DI SAN SEVERINO
Visita a sorpresa, oggi pomeriggio, del vescovo di Cremona, monsignor Antonio Napolioni, ai terremotati di San Severino Marche ospitati presso il Centro di accoglienza allestito al palasport comunale “Albino Ciarapica”. Un incontro veloce servito per scambiarsi un abbraccio e un augurio con il sindaco, Rosa Piermattei, e con gli altri componenti della Amministrazione comunale.

Poi una visita al C.O.C., il Centro Operativo Comunale, e il saluto a tutta la comunità settempedana.
TERREMOTO TERZONI-AGOSTINELLI-CECCONI (M5S): MARCHE IN GINOCCHIO, BISOGNA FARE PRESTO
“La scossa di ieri ha peggiorato uno scenario già drammatico nelle Marche e in Umbria: in questa giornata di sopralluoghi il numero degli sfollati è destinato a crescere di ora in ora. Oltre ai piccoli centri appenninici come Castelsantangelo sul Nera, Norcia, Preci, Ussita, Visso e Pieve Torina ora l’emergenza riguarda anche realtà più popolose come Matelica, San Severino Marche e Tolentino, per non parlare di Camerino già devastata dalle scosse di mercoledì.

Le case inagibili sono migliaia e trovare soluzioni provvisorie per chi non può rientrare nella propria abitazione sta diventando un’impresa. Inoltre ci sono centinaia di attività con grandissimi problemi logistici, per questo le aree colpite necessitano di strutture nei tempi più rapidi. In questa fase così complicata è importante dare risposte subito alle popolazioni fiaccate da questa terribile settimana. Ci sono decine di imprese agricole con gravi difficoltà di ricovero per gli animali, interi paesi dove ogni attività commerciale è stata costretta a chiudere, creando notevoli problemi sul fronte dell’approvvigionamento di beni di prima necessità. Come M5S abbiamo dato piena disponibilità al governo per individuare soluzioni immediate con una mozione già il 24 agosto in occasione del dramma di Arquata del Tronto: il nostro sostegno resta totale anche ora che gran parte dell’entroterra marchigiano è in ginocchio. Intanto invito tutti a dare il proprio contributo attraverso il numero attivato dalla Protezione Civile 45500”.

E’ quanto affermano, in una nota, i portavoce M5S delle Marche presso la Camera dei Deputati Patrizia Terzoni. Donatella Agostinelli e Andrea Cecconi.

“In questo scenario surreale – specificano – si contano danni irreversibili anche al patrimonio artistico e culturale di tutta l’area interessata. Oltre alla nota Basilica di Norcia, le cui tristi immagini ieri hanno fatto il giro del mondo, tante altre chiese ricche di affreschi e quadri presenti nell’alto maceratese sono state “ferite” pesantemente dalla scossa di ieri. Un colpo di grazia per i tanti luoghi dove il turismo rappresenta un segmento fondamentale della microeconomia della zona. Il governo e tutte le strutture che da esso dipendono devono intensificare il lavoro in tutti i comuni coinvolti: il lavoro da fare è tanto e non c’è tempo da perdere. Nonostante questo, la dignità e la forza di volontà che i cittadini stanno dimostrando nel dramma è davvero encomiabile. I marchigiani e gli umbri hanno nel loro Dna la laboriosità e l’orgoglio, e sono certa che sapranno rialzarsi per ripartire con la testa sempre alta.
TERREMOTO A SAN SEVERINO MARCHE, IL SINDACO PIERMATTEI: LA META’ DELLE ABITAZIONI DI SAN SEVERINO MARCHE E’ DANNEGGIATA. QUATTRO RIONI DIVENUTI ZONA ROSSA
Nuova visita nel Comune più grande del Maceratese colpito dal terremoto, quello di San Severino Marche, da parte del commissario straordinario del Governo per la ricostruzione, Vasco Errani, del capo della Protezione Civile nazionale, Fabrizio Curcio, e del presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli. A mezzogiorno in punto l’elicottero dell’Esercito Italiano è atterrato allo stadio “Soverchia”.

Il primo cittadino ha incontrato la delegazione, composta anche dall’assessore regionale alla Protezione Civile, Angelo Sciapichetti, presso il C.O.C., il Centro Operativo Comunale, allestito all’interno del palasport “Albino Ciarapica”. Qui il sindaco Piermattei ha presentato l’ultima conta dei danni con 500 edifici crollati, più di 1000 fabbricati dichiarati totalmente inagibili o agibili con provvedimenti di pronto intervento. Alla fine è stato effettuato anche un sopralluogo per rendersi conto della reale situazione per non fermarsi a quello che sta divenendo un bollettino di guerra.

“Quasi la metà delle abitazioni presenti nel territorio di San Severino Marche risulta danneggiata. E’ un grandissimo numero visto che, in città e nelle frazioni, abbiamo circa 6500 immobili. Ma la nostra vera preoccupazione, prima che per le case, è per le persone. Abbiamo 1500 persone che sono state evacuate dalle proprie abitazioni, 3mila persone che hanno trascorso la scorsa notte in auto in città e altre 2mila persone che hanno passato la notte in auto nelle frazioni. Altre 400 persone hanno dormito, invece, nei 100 camper che abbiamo ospitato nelle aree di sosta attrezzate. Abbiamo garantito un posto letto a 500 persone nei cinque Centri d’accoglienza che abbiamo allestito e che sono stati tutti utilizzati. Quattro famiglie sono state alloggiate in albergo, ma a Martinsicuro. Altri nuclei hanno rifiutato per non andare in Abruzzo. Poi, grazie a un intervento del Governatore Ceriscioli, sono state trovate altre sistemazioni lungo la costa marchigiana e più vicine a noi.

Ma sono ancora troppo poche. L’albergo per la Protezione Civile sembrava essere la soluzione migliore per affrontare questa prima emergenza ma molti preferiscono restarsene in auto perché non vogliono lasciare le vie e i quartieri dove fino a ieri sono stati. La paura è stata tanta anche perché le scosse continuano e continuano. I danni sono incalcolabili, ogni ora la lista aumenta con numeri a due e tre cifre. Le scosse delle ultime ore, l’ultimo sciame sismico, ci hanno intanto costretto a dichiarare “rosse” quattro zone della città: il rione Uvaiolo, da via Mazzini lungo la strada provinciale 502 che porta a Serrapetrona, il rione Mazzini, da via Raffaelo a via Da Vinci, via Alighieri e via Leopardi. Poi il rione Settempeda, da via Padre Giuseppe Zampa a via della Libertà a via Crivelli e la zona che va da via Settempeda a via Pergolesi, via Rossini fino a villa Collio. Infine la zona del centro storico da via Massarelli, via Lazzarelli e diverse altre vie e vicoli di collegamento laterale. Poi abbiamo tantissime aziende danneggiate: da quelle storiche, impegnate nella lavorazione del marmo, a quelle agroalimentari e vitivinicole. Poi ci sono crolli di capannoni agricoli e di strutture che ospitano allevamenti. Infine abbiamo le attività artigianali e quelle commerciali. Nelle prossime ore – ha concluso il sindaco - dovrò chiudere due bar perché inagibili”.

“Comprendiamo la paura di tutti ma non possiamo trasformare la città di San Severino Marche in un campeggio visto che si sta anche avvicinando l’inverno – hanno spiegato il commissario Errani e il governatore Ceriscioli, sottolineando – Oggi la Protezione Civile nazionale installerà una grande tenda che darà ospitalità a 350 persone. Ci raccomandiamo solo di non autorizzare la sistemazione di moduli abitativi o di abitazioni in legno nei pressi delle abitazioni. In questo caso ci vedremo costretti ad intervenire perché si tratta di un abuso edilizio. La paura non può andare nei moduli e non ha senso dormire nelle auto o nelle tende. Dobbiamo capire la reale situazione visto che i danni sono evidenti, cercheremo di fare i sopralluoghi il prima possibile ma dobbiamo anche guardare alla sicurezza dei certificatori e delle persone impegnate nel portare soccorso alle popolazioni”.

Capitolo a parte, sull’argomento si è incentrata quasi tutta la seconda parte del summit, è stato da ultimo destinato alle scuole: sono più di 800 gli studenti dell’Itts, l’Istituto tecnico tecnologico statale “Eustachio Divini”, che hanno una sede inagibile. La struttura, di proprietà della Provincia di Macerata, è stata transennata dopo il sopralluogo dei tecnici. Inagibili le strutture comunali dell’asilo “Virgilio” e della materna di via Talpa. Altri 540 alunni del plesso “Alessandro Luzio” stanno attendendo i sopralluoghi dei tecnici della Protezione Civile regionale, sollecitati più volte in queste ore dal Comune, per avere una risposta. “Abbiamo strappato da Errani e dal governatore Ceriscioli, con loro anche l’assessore Sciapichetti, la promessa di una verifica ulteriore in tempi rapidissimi. Dalla Protezione Civile abbiamo avuto anche una promessa: una cucina da campo, capace di garantire un pasto a 500 persone, e un’altra struttura, se sarà necessario, per dare un tetto alle persone per trascorrere le prossime notti”.
SABATO A MACERATA LA COCOLLA SI TRASFORMA NEL MEDITERRANEO PER SHOOTING BORDERS

Sabato 17 settembre i vicoli della Cocolla, tra lo Sferisterio e il Duomo di Macerata, ospiteranno Shooting Borders - Videoinstallazioni sul Mediterraneo dei flussi migratori, uno degli ultimi appuntamenti del calendario di “Macerata d’ Estate, Sboccia la città”.

L’evento, organizzato dall'associazione "Ya Basta! Sede di Macerata", in collaborazione con Elver e grazie al patrocinio del Comune di Macerata, inizierà alle ore 21.00 con videomapping e visual art lungo le strade e sugli edifici della Cocolla a cura di Beatrice La Mantia e Marco Di Cosmo - animatori del collettivo di artisti digitali LuckyAssembler e il progetto “Pixel Corporation” Antica Proietteria - con le sonorizzazioni di Enrico Tiberi e Manuel Coccia - produttori e musicisti marchigiani che spaziano fra sperimentazione elettronica e tradizione musicale classica.

Alle ore 22.30 spazio alla performance A/V "GO DOT" per la regia di Marco Di Battista - artista visuale, vj, documentarista; finalista al Premio Nazionale delle Arti del Miur nel 2004, premiato al Festival I-Mode Visions dell’Accademia di Belle Arti di Macerata nel 2004 e nel 2011, e alla 44a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro - le musiche di Enrico Tiberi, Manuel Kopf e Caterina Trucchia -che formano il duo KMfromMYills che a ricercate sonorità sintetiche unisce un cantato femminile che rielabora elementi dalla musica folk. A seguire il djset di H On Bangalore - World music, digital africa, voodoo rhythm, anacondas for extreme high living experience.

SHOOTING BORDERS è una mostra multimediale che attraverso la tecnica dell'Architectural Projection Mapping vuole indagare il tema del Mediterraneo dei flussi migratori. Lo storico quartiere della Cocolla, antico limitare della città di Macerata, si trasformerà in uno “spazio sensibile” che ci permetterà di attraversare virtualmente frontiere di terra e di mare.

Abbiamo immaginato una mappa, un percorso fatto di immagini e di suoni che provengono dai confini della Fortezza Europa, un viaggio emozionale che inizia alle porte del vecchio continente oggi chiuse a quanti sono in fuga dalla guerra e dalla povertà.  

CONTATTI
Email: associazione.yabastamacerata@gmail.com
Evento Facebook: Shooting Borders - Performance di Architectural Mapping
DISPONIBILE IL VIDEOGAME DELLA MARINA MILITARE SU GOOGLE PLAY E APP STORE
Il D-Day è arrivato! Disponibile da oggi gratuitamente su App Store (http://apple.co/28NJmOf) e Google Play (http://bit.ly/28Lejq6Rortos Marina Militare - Italian Navy Sim, il primo simulatore integrato aeronavale per dispositivi mobili realizzato con la collaborazione della Marina Militare.

Una esperienza di gioco unica completamente made in Italy, MARINA MILITARE – ITALIAN NAVY SIM permetterà di interagire con i mezzi reali e attuali della Marina Militare, in scenari italiani reali accuratamente realizzati dal team di sviluppo, incluso la navigazione e l’esplorazione della nave scuola Amerigo Vespucci (#Vespucci85).

REFERENDUM SOCIALI: SCATTA IL FIRMA DAY A MACERATA, CIVITANOVA, RECANATI E TOLENTINO

Sei quesiti referendari, una petizione popolare, centinaia di attivisti e di attiviste, decine di adesioni da realtà e associazioni, 1.000 banchetti in tutta Italia: è questa la portata del Firma Day, in calendario per il prossimo fine settimana della campagna di raccolta firme per i referendum sociali.

Le città italiane saranno invase dai cittadini e dalle cittadine che si rifiutano di accettare che la scuola sia trattata come un'azienda privata, che la tutela dell'ambiente e della salute venga sacrificata sull'altare del profitto che assicurano le costruzioni di trivelle e inceneritori, che l'acqua e i beni comuni diventino affare privato di pochi.

Anche nella provincia di Macerata si è costituito il comitato unitario a sostegno della campagna, composto da realtà sindacali e docenti in lotta contro “la buona scuola”, comitati territoriali, come Trivelle Zero Marche, e associazioni ambientaliste, movimenti per l’acqua e i beni comuni, centri sociali e realtà di base. 

Questo fine settimana sarà possibile firmare Sabato 14 Maggio in quattro città:

- Macerata dalle 18 alle 20 in Corso della Repubblica (a metà del corso)

- Civitanova Marche dalle 10 alle 13 in Corso Umberto I (davanti alla BNL)

- Recanati in Piazza Leopardi dalle 10 alle 12.30

- Tolentino dalle 10:30 alle 12 e dalle 16:30 alle 19:30 in piazza N. Mauruzi. 

Domenica 15 sarà attivo un banchetto a Civitanova Marche dalle 10 alle 12.30 in corso Umberto (di fronte a "Cafè del Mar"). 

Un fine settimana di raccolta firme eccezionale per raggiungere l'obiettivo delle 500.000 firme per ogni quesito. Una mobilitazione generale che abbraccerà anche il movimento europeo Nuit Debout, che da settimane sta crescendo a ritmi incredibili in tutto il Vecchio Continente e che si lega ai temi sociali dell'iniziativa referendaria.

Per contatti: 
Facebook: Referendum Sociali Macerata
E-Mail: referendumsocialimc@gmail.com
Web: http://www.referendumsociali.info/


IL COMBATTENTE. STORIA DELL’ITALIANO CHE HA DIFESO KOBANE DALL’ISIS AL CSA SISMA DI MACERATA

Giovedì 17 marzo dalle 21 saranno gli spazi del Centro Sociale Sisma di Macerata (via Alfieri, 8) ad ospitare il secondo evento in rassegna, l’incontro con Karim Franceschi, autore, insieme a Fabio Tonacci - cronista di “La Repubblica” - del libro “Il Combattente. Storia dell’italiano che ha difeso Kobane dall’Isis” (BUR Rizzoli, 2016).

E' un nuovo appuntamento del ciclo di incontri “Scritture Irregolari” dopo la presentazione, il 5 marzo scorso, del libro “Gaza e l’industria israeliana della violenza” presso la Palestra Popolare Macerata.

Sono partito per Kobane. Adesso mi aspetta un breve periodo di addestramento, dopo il quale farò quello che mio padre insieme a milioni di partigiani in Italia e nel mondo hanno fatto per difendere la libertà e la democrazia: combatterò in armi i fascisti del califfato nero.”

Così scrive in una lettera Karim Franceschi, l’unico italiano a prendere parte alla resistenza in Siria e a combattere l’Isis: ventisei anni, figlio di padre ex partigiano e madre marocchina, Karim ha combattuto a Kobane, contribuendo alla prima grande sconfitta dell’esercito del califfato. Attivista dei Centri Sociali delle Marche a Senigallia, dopo aver partecipato alla carovana umanitaria Rojava calling e aver visto con i propri occhi la sofferenza dei curdi, nel gennaio del 2015 ha deciso di raggiungere Kobane e unirsi alla milizia volontaria dello Ypg (Unità di protezione del popolo) per combattere l’avanzata dell’Isis.

Con il nome di battaglia di Marcello e pochi giorni di addestramento alle spalle, Karim è passato da semplice combattente a membro di un commando, fino a far parte di una squadra di cecchini, diventando un punto di riferimento per i compagni e un pericoloso nemico per i miliziani dello Stato islamico. Il libro ricostruisce i mesi trascorsi in battaglia, l’arrivo in una Kobane in ginocchio, il trauma delle prime battaglie, la resistenza disperata di fronte a un esercito, quello di Daesh, più forte e meglio armato, l’incredibile impresa della liberazione della città e la messa in fuga del nemico.

Karim ci racconta anche il suo punto di vista dal fronte, rispetto al ruolo complice che la Turchia di Erdogan ha con ISIS e al-Nusra (al-Qaeda) e nel massacro in corso nel kurdistan turco. La stessa Turchia alla quale l’Unione europea vorrebbe assegnare, a prezzo di miliardi di euro, il ruolo di guardiano della Fortezza Europa contro quanti fuggono dalla Siria martoriata.

Nel suo libro l'intreccio tra storia personale e narrazione collettiva ci restituiscono la fotografia di una grande rivoluzione che si difende con la forza del suo progetto politico e con le armi in mano al suo popolo: quella del Rojava, di Kobane. Un messaggio, un pensiero, una pratica che hanno segnato indelebilmente le riflessioni dei movimenti in Italia così come di tutto il mondo.

La bandiera del Rojava e il sogno curdo del confederalismo democratico rappresentano per tutti noi un esempio e un simbolo da difendere, oggi ancora più di ieri.

L’esperienza del partigiano italiano Karim Franceschi ci consente di guardare sotto una prospettiva nuova e inedita le guerre e le resistenze contemporanee, di comprendere come oggi sollevarsi in armi per difendere la propria terra e oltrepassare muri e fili spinati per fuggire dalla guerra, siano pezzi di uno stesso racconto che ci parla di dignità, libertà e
autodeterminazione.

Per informazioni e contatti:
info@csasisma.org -  www.csasisma.org

Evento Fb: https://www.facebook.com/events/1687280758203172/

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