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TERREMOTO, TERZONI (M5S): NELLE MARCHE CARO-AFFITTI VERGOGNOSO. INTERVENGANO LE PREFETTURE
Purtroppo non sorprende, per quanto riguarda le case, il repentino aumento degli affitti nei comuni interessati dagli eventi sismici di fine ottobre e nei centri dove è stata imbastita la prima accoglienza: anche in passato di fronte a calamità naturali analoghe in Italia si sono registrati scandalosi fenomeni speculativi.

La politica però, così come per i container e per le altre strutture “provvisorie”, va a passo di lumaca anche nell’arginare questi trend vergognosi: non è possibile che in una regione “fiaccata” dal sisma come le Marche ci sia chi miri indisturbato a fare soldi sulla pelle delle famiglie che hanno perso la casa. Anche dall’Ufficio Emergenza Terremoto di Civitanova Marche, attivato a Palazzo Sforza all’indomani delle scosse del 26 ottobre con l’arrivo nella località costiera dei primi sfollati, ci hanno confermato diverse rimostranze di cittadini che si sono visti chiedere cifre spropositate soltanto per un piccolo bilocale.

E da Porto Sant’Elpidio a San Severino Marche, dalla zona di Camerino fino a Fabriano, città dove vivo, le segnalazioni circa il fenomeno del caro-affitti si contano nell’ordine di diverse decine, al pari di quelle sul boom delle richieste per camper e roulotte, i cui prezzi sono saliti alle stelle un po’ in tutta la regione come ha denunciato il sindaco di Belforte del Chienti. Di fronte a certe anomalie del tutto ingiustificate ho chiamato in causa con un’interrogazione la presidenza del Consiglio dei Ministri, chiedendo che attraverso le prefetture si arrivi presto a un monitoraggio di questi fenomeni che hanno tutto il sapore dello sciacallaggio più puro. Attendiamo risposte tempestive: è vergognoso che di fronte ad un dramma di tali proporzioni ci sia chi ancora si permette di fare il furbo”.

E’ quanto afferma in una nota la portavoce del Movimento 5 Stelle presso la Camera dei Deputati On. Patrizia Terzoni.
SGARBI: CAPRA CHI HA PAURA DEL TERREMOTO. SAN SEVERINO BELLISSIMA
San Severino Marche è una città bellissima. Io ci ho fatto il sindaco in tempi lontani e ne ho ancora nostalgia. Così Vittorio Sgarbi, il critico d'arte più famoso d'Italia, in un videomessaggio girato dall'associazione Vivere San Severino e dedicato a San Severino Marche e a tutti i settempedani. Una riflessione condivisa già da molti sui social che si apre con una riflessione: “E' una città difficile da raggiungere ma capace di resistere e scappare anche al terremoto. Alcuni abitanti, a causa del sisma, devono essere ospitati altrove per i danni che anche qui ci sono stati ma il cuore della città non è stato colpito.

Il cuore della città è vivo - dice Sgarbi che lancia anche un appello - Evitare San Severino è come evitare sé stessi. In occasione magari delle vacanze natalizie non ci sarà niente di peggio che dire: “Non vado a San Severino perché c'è il terremoto”. Perché il terremoto è un nemico sconfitto, il terremoto non può vincere e, se dovesse essere più forte della vita degli uomini, allora è meglio che uno vada direttamente al cimitero a vivere. La città di San Severino Marche - prosegue il noto critico d'arte - è viva perché le persone che sono lì continuano a fare cose e viverla. Vedere la bellezza di San Severino significa vederla e viverla per sempre”. Poi, utilizzando un'espressione a lui cara, Sgarbi conclude con un messaggio a non avere paura: “Chi ha paura del terremoto - dice - è una capra”.
TERREMOTO, TERZONI (M5S): OSPEDALE DI AMANDOLA ESEMPIO DI ERRORE DA NON RIPETERE PER LA RICOSTRUZIONE. CASO IN PARLAMENTO
Mentre accogliamo con soddisfazione il primo sì del governo, seppur provvisorio, ai 100 milioni extra da inserire in legge di Bilancio per il solo 2017 da investire tutti nella ricostruzione, invitiamo però gli stessi membri dell’esecutivo a dar vita a una commissione o a una struttura simile composta da esperti che possano controllare con puntiglio tutti i lavori, sia nella fase di progettazione sia in quella di realizzazione. Ci sono troppi errori commessi nel passato che non vogliamo che si ripetano. Il caso più eclatante, almeno per quanto riguarda le Marche, è quello dell’ospedale di Amandola, centro dell’entroterra marchigiano in provincia di Fermo. Dopo il sisma dello scorso 24 agosto, gran parte della struttura fu dichiarata inagibile e i reparti di chirurgia e medicina generale trasferiti proprio a Fermo. In seguito alle scosse dello scorso 26 ottobre, la struttura è stata definitivamente chiusa: la parte in cemento armato ha retto, ma sono crollati praticamente tutti i muri divisori. Circostanza che già dopo la scossa di agosto ha portato la Procura di Ascoli ad aprire un fascicolo per disastro colposo: sul nosocomio in questione infatti furono effettuati dei lavori dopo il sisma del 1997, che pure non arrecarono arrecato troppi danni alla struttura. A quanto sembra, e alla luce dei numerosi crolli di questo 2016, i fondi stanziati pare furono utilizzati per semplici interventi di ripristino senza operare un vero e proprio adeguamento antisismico. Ho presentato sul caso un’interrogazione parlamentare proprio questa settimana: non esiste che un pur piccolo ospedale già terremotato subisca vent’anni dopo danni ancora più rilevanti. Il caso di Amandola è l’esempio più lampante degli errori da non ripetere: il governo ha l’obbligo di vigilare attraverso una apposita struttura. Noi, intanto, vigileremo su di esso.


E’ quanto afferma, in una nota, la portavoce del Movimento 5 Stelle presso la Camera dei Deputati On. Patrizia Terzoni.
TERREMOTO: LEGACOOP MARCHE, 300 POSTI DI LAVORO A RISCHIO
A rischio almeno 300 posti di lavoro. Da una prima stima fatta da Legacoop Marche fra le imprese aderenti, emerge che i settori più colpiti dal secondo terremoto, che interessa l’area dal 26 ottobre, sono quelli del sociale e della produzione lavoro delle cooperative che operano nel maceratese.

Lo spopolamento del territorio ha causato l’interruzione dei servizi erogati per conto delle amministrazioni pubbliche, servizi domiciliari, nelle case di riposo e per la pulizia delle scuole. Bloccata anche le attività di una cooperativa agro-forestale che fornisce servizi forestali nel Parco nazionale dei Monti Sibillini.

“L’occupazione di questa zona delle Marche è fortemente a rischio – dice il presidente di Legacoop Marche, Gianfranco Alleruzzo -, ma stiamo verificando la situazione anche nelle altre province, specie in quella di Ascoli Piceno. Per le cooperative che hanno dovuto interrompere il lavoro chiediamo subito l’applicazione di ammortizzatori sociali per i dipendenti interessati, l’unico strumento in grado di poter dare sollievo in questo momento di blocco forzato”. Al momento non si segnalano danni di rilievo agli immobili e alle strutture produttive delle cooperative ma il monitoraggio è ancora in corso. “Sono giorni terribili, che sembrano non avere mai fine – aggiunge Alleruzzo -, la terra continua a tremare e quella che fino pochi giorni fa era una tragedia, si è trasformata in una catastrofe. Legacoop Marche è impegnata al fianco dei cittadini colpiti nei loro affetti e averi. Ed è vicina anche ai tanti cooperatori e cooperatrici marchigiane che stanno soffrendo. Ora è il momento dell'emergenza e la cooperazione sta offrendo il suo aiuto concreto, stiamo assistendo con sgomento all'esodo di migliaia di persone che, nel giro di poche ore, sono state costrette a lasciare i loro paesi”.

A queste persone, dice ancora Alleruzzo, “facciamo una promessa: ci saremo anche oltre la ricostruzione. Perché nella ricostruzione è indispensabile investire nelle realtà locali, che dovranno prendere vita su nuove basi relazionali, sociali ed economiche. Una ricostruzione che dovrà essere un mix di partecipazione attiva dei cittadini, di impegno delle realtà locali e delle istituzioni e di risorse economiche, ma anche umane e culturali non solo nazionali. Per questo stiamo agendo per realizzare le migliori condizioni per le nuove comunità che verranno: radicate nel territorio e aperte al mondo. La ricostruzione ha bisogno di progetti che rendano attrattive le nuove comunità che nasceranno a seguito del sisma. Progetti che abbinino sviluppo economico, turismo, nuove forme di socialità e solidarietà, crescita culturale e valorizzazione del patrimonio locale. Progetti che invertano la deriva allo spopolamento che questi territori hanno conosciuto in questi anni. Legacoop c'è e ci sarà offrendo il suo contributo per superare assieme la grande catastrofe che ci ha colpito”.
TERREMOTO: CONTINUA RACCOLTA FONDI GUS PER MODULI ABITATIVI AGLI ALLEVATORI
Il terremoto può far venir giù la montagna, ma non quel patto tra montanari e i loro animali, come ha scritto l’illustratore Marco D’Ambrosio Makkox, descrivendo la drammatica condizione degli allevatori dell’Alto maceratese fermi nell’intenzione di restare accanto ai propri animali, fonte di sostentamento dell’intera economia familiare e dell’intero territorio.

Per questo con la Fondazione Specchio dei Tempi il GUS Gruppo Umana Solidarietà è intervenuto fornendo moduli abitativi agli allevatori delle zone interessate dal sisma. La consegna del primo modulo avverrà già la prossima settimana.

L’intera fornitura dovrebbe essere resa disponibile dai costruttori entro un tempo massimo di due settimane e mezza.

Pe renderli immediatamente fruibili il Gus collaborerà e individuerà i singoli nuclei familiari, mettendo a loro disposizione i fondi della raccolta già attivata fin dal primo terremoto di agosto.

Con questo specifico obiettivo rinnoviamo l’appello a continuare a sostenerci in questa nostra attività a fianco delle popolazioni colpite dal terribile terremoto.

Ricordiamo che è possibile fare una donazione tramite PayPal o tramite bonifico bancario.

G.U.S. GRUPPO UMANA SOLIDARIETA’ G.PULETTI ONLUS IBAN: IT66Y0335901600100000131559

Causale: Emergenza Terremoto Centro Italia

TERREMOTO, SOLIDARIETA DA RECORD PER SAN SEVERINO: STOP A INVIO GENERI DI PRIMA NECESSITA'

Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, invita i cittadini a sospendere le raccolte di generi di prima necessità da destinare ai terremotati settempedani.

“In riscontro a un appello lanciato in queste ore - sottolinea il primo cittadino in una nota – abbiamo avuto una risposta che sicuramente non potevamo aspettarci. La mobilitazione della cittadinanza, cui l’appello era rivolto, ha superato i confini di San Severino ed ha interessato l’Italia intera. Come Amministrazione vogliamo ringraziare tutti, ma proprio tutti – aggiunge il sindaco Piermattei, che prosegue - Ci sono persone, enti, aziende che ci hanno fatto sentire un’unica famiglia. Un gesto bellissimo che ci ha riempito d’orgoglio. L’Italia è un Paese straordinario e anche in questa situazione lo ha dimostrato. A nome di tutti i settempedani vorrei dire ancora grazie”.




TERREMOTO, TERZONI (M5S): CENTRI DI ACCOGLIENZA E RESIDENCE ACCOLGANO CHI HA ANIMALI DOMESTICI
In queste ore drammatiche le emergenze da affrontare sono tante nelle Marche, ma oltre alle persone tra gli sfollati ci sono anche tanti animali domestici come cani e gatti, strappati ai mucchi di macerie sparsi qua e là sull’Appennino umbro-marchigiano. Nei giorni scorsi ci sono arrivate alcune segnalazioni di cittadini con la casa inagibile ai quali sono stati fatti molti problemi nei centri di accoglienza e in alcuni residence della riviera perché in possesso di amici a quattro zampe. Anche su Twitter abitanti di Ussita e Visso che si sono dovuti allontanare dalle proprie abitazioni distrutte hanno esternato più di una rimostranza. Potrebbe sembrare una cosa di poco conto, ma non lo è: questa gente ha perso tutto e costringerla a separarsi dai propri animali domestici è un ulteriore patema d’animo. 

Per questo faccio un appello a tutte le meravigliose persone che in questi giorni si stanno occupando dell’accoglienza degli sfollati: non dividete chi è rimasto senza casa dai suoi inseparabili “amici”. Lo so, la cosa potrà creare qualche disagio, ma è giusto trovare una soluzione decorosa anche per cani e gatti al fine di non accentuare la drammaticità di questi momenti. Mi associo dunque all’appello dell’ENPA, l’Ente Nazionale Protezione animale, che si è reso disponibile a dare il suo contributo per trovare ricovero agli animali senza più un tetto. Ai tanti straordinari esempi di dignità che abbiamo potuto osservare in questi giorni sarebbe opportuno aggiungere anche questo.

E’ quanto afferma, in una nota, la portavoce del Movimento 5 Stelle presso la camera dei Deputati On. Patrizia Terzoni.


TERREMOTO: TERZONI (M5S): ECONOMIA APPENNINICA DISASTRATA, SI RISCHIA ESODO. URGONO INTERVENTI MIRATI

Ci riempie il cuore in questi giorni vedere molti abitanti disastrati dal sisma fermi nell’ostinazione di voler rimanere nei paraggi delle loro case distrutte. Nelle prossime ore però sull’Appennino umbro-marchigiano è prevista un’ondata di maltempo, e anche i più ostinati saranno costretti ad allontanarsi dai propri paesi. Come M5S chiederemo al governo di slegare molti legacci burocratici e di sveltire l’iter per arrivare prima possibile a situazioni abitative provvisorie: l’area interessata è seriamente a rischio desertificazione e un eventuale esodo ne decreterebbe la morte definitiva.

E’ quanto afferma, in una nota, la portavoce del Movimento 5 Stelle presso la Camera dei Deputati On. Patrizia Terzoni.

“Il dramma logistico – sottolinea - fa il paio con quello economico: secondo le prime stime, sono migliaia le attività colpite e oltre un terzo di esse fanno parte del settore agricolo. Dopo il sisma di agosto che ha colpito Arquata del Tronto e Amatrice ci siamo sfiatati per chiedere interventi rapidi, strutture di ricovero per gli animali, sale provvisorie per la mungitura e sostegni concreti al fine di far ripartire almeno in parte le attività produttive. Stavolta il disastro è di proporzioni ancora maggiori dal punto di vista economico e perdere troppo tempo non si può. Non va inoltre dimenticato che molti dei comuni colpiti vivono di turismo, estivo e soprattutto invernale, e le immagini degli hotel sventrati a Frontignano di Ussita, a Castelsantangelo sul Nera e a Bolognola lasciano presagire un’autentica ecatombe finanziaria per le attività strettamente connesse con i numerosi impianti a fune presenti sui monti Sibillini. Tutti questi aspetti andranno studiati con attenzione, così come quelli legati alle tante realtà commerciali, artigianali e dei servizi che ora si trovano impossibilitate ad andare avanti. Il primo step per ridare normalità a questa gente, che sa già che non tornerà a breve nella propria casa, è ridargli almeno in parte il proprio lavoro. Urgono interventi decisi e mirati”.
MACERATA: ADDIO A BARBARA POJAGHI

A 67 anni, ci ha lasciato Barbara Pojaghi. Insegnante di psicologia sociale all'Università di Macerata, ex assessora e presidente del consiglio comunale della città. Nonostante una lunga lotta con una malattia, non si è mai allontanata dalla politica e dall'insegnamento.

Difficile trovare parole migliori di quanto scritto nel ricordo della collega Paola Nicolini: "Se c’è una persona che lascerà una traccia indelebile di sé tra quanti l’hanno conosciuta, familiari, parenti, amici, studenti, colleghi, militanti della politica, è Barbara Pojaghi. Una donna energica e piena di iniziative, con la comunità sempre all’orizzonte dei suoi pensieri e dei suoi progetti, nella vita quotidiana come nella ricerca. Attualmente docente di Psicologia Sociale all’università di Macerata, la sua vita professionale si è snodata lungo diversi anni di attiva presenza, percorrendo la carriera accademica in tutti i ruoli che essa prevede, occupando spesso ruoli di coordinamento e di direzione. Ha formato numerose coorti di studenti, imprimendo una passione e una capacità di lettura del reale attraverso le cornici teoriche, che rendevano uniche e speciali le sue lezioni, seguite da numerosi studenti a cui dava sempre il permesso di interagire, di obiettare, di replicare, convinta nel potere di costruire insieme la conoscenza. Nel ruolo di esperta si è dedicata molto anche alla formazione degli adulti, portando nella interazione con i partecipanti ai corsi un grande rispetto per le idee, le esperienze, le competenze, le storie di vita personali, anche qui nella convinzione, profonda e radicata, che il confronto fosse lo strumento migliore per il cambiamento."


TERREMOTO: LO SFOGO DEL SINDACO DI SAN SEVERINO. VOGLIONO VEDERE LA CITTA' RASA AL SUOLO PER MANDARCI GLI AIUTI
“La città sta cadendo e nessuno interviene, le istituzioni ci chiamano in continuazione per sapere qual è la situazione. Continuiamo a fornire numeri su numeri, schede su schede. Ma che se ne fanno di tutta questa carta? Ma che stanno aspettando? E, soprattutto, quanto ancora dobbiamo aspettare? Vogliono vedere la nostra città rasa al suolo e con le macerie ovunque?”.

Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, il giorno dopo la visita del commissario straordinario del Governo per la ricostruzione, Vasco Errani, e del capo della Protezione Civile nazionale, Fabrizio Curcio, è ancora un fiume in piena.

“Ho già detto queste cose a Errani e Curcio, alla presenza anche del governatore Ceriscioli, ma stamattina c’è stata un’altra forte scossa che ha peggiorato tutto il quadro. Ogni ora contiamo e ricontiamo i danni. E a ogni verifica aumenta il numero delle case che siamo costretti a dichiarare inagibili. Ci sono cinque zone rosse in città, sono centinaia gli immobili distrutti dalle scosse. Abbiamo bisogno di tutto. Servono uomini della Protezione Civile, dei vigili del fuoco e, soprattutto, serve un coordinatore che abbia l’esperienza per affrontare l’emergenza e, successivamente, la ricostruzione. Questo è un lavoro che non può fare un sindaco anche se, da primo cittadino, sono il responsabile della Protezione Civile. Solo questa mattina, in un paio d’ore, ho firmato più di cento ordinanze di sgombero. Alcune le ho scritte anche a mano, direttamente in strada. Stiamo facendo tutto da soli, prendendo decisioni in autonomia. E’ come vivere isolati da tutto e da tutti. Nel bilancio del Comune sono disponibili solo i soldi del mio stipendio, a cui ho rinunciato praticamente all’indomani della mia elezione. I Comuni, come il nostro, hanno bisogno di fondi per questa emergenza ma di fondi subito perché non possono permettersi di anticipare nulla. Abbiamo cinquantaquattro fra frazioni e locali, un territorio di oltre 195 chilometri quadrati di territorio e anche quando non siamo in emergenza facciamo fatica ad arrivare ovunque. Il terremoto – conclude il suo sfogo il sindaco Piermattei – peggiora le cose, non le migliora”.

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